Lisette Model è stata una fotografa che ha saputo cogliere le sembianze dell’umanità, intesa come genere unico di esseri vulnerabili e complessi. Tutti coloro che pensano di utilizzare la fotografia per indagare il genere umano non possono non averla come riferimento. Di lei si è detto che scattava fotografie con tutto il suo corpo, tant’è che la sua passione e il suo carisma hanno influenzato positivamente diverse generazioni di fotografi, tra cui Diane Arbus, Peter Hujar, Bruce Weber, Eva Rubinstein e Larry Fink.
Quest’ultimo disse di lei: “Lisette Model era tanto elegante quanta sconcia. Era capace di intrattenere gli angeli in cielo e sbirciare impudicamente sotto le loro vesti. Nel suo lavoro c’era qualcosa in agguato, un’essenza profondamente animata. Critica, ma anche fonte di vita: abbracciava la mortalità che ci attende tutti sin dalla nascita, sapendo che ogni impulso si atrofizza subito se non viene fissato in un’immagine. La fotografia era l’unico mezzo adatto a quella dinamica, e Lisette l’abbracciò in tutti i suoi gesti.”


Dall’esame dell’intera sua opera risulta evidente che è stata un’artista che ha saputo osservare il mondo con uno sguardo attento e ironico, cogliendone il sentimento più profondo, seppur con un atteggiamento da semplice osservatrice.

Nata in Austria da una famiglia benestante di religione ebraica, si trasferisce a Parigi dove, a ventisei anni, si sposa con Evsa Model, un pittore ebreo russo residente a Montparnasse, insieme al quale, a causa della seconda guerra mondiale e del nazismo, si trasferisce negli Stati Uniti.

I suoi primi esperimenti fotografici li realizza con la Rolleiflex della sorella, seguendo i consigli della sua amica e fotografa Elisabeth, moglie di Kertész, ma poi adotta un suo stile personale ed inizia così ad identificare i lati peculiari dell’universo umano.



L’ozio della società borghese francese viene messo in evidenza attraverso la serie Promenade des Anglais (pubblicate sul giornale newyorchese PM sotto il titolo Why France Fell), mentre il tema della miseria risulterà dal lavoro su Lower East Side a Manhattan. Fotografie prive di idealizzazione e sentimentalismi, a volte grottesche fino a sfiorare la caricatura. Una signora francese, con un vestito a pois chiaro e un cappello bianco, è seduta sulla Promenade des Anglais a Nizza con affianco il suo bulldog nero. Il cane guarda verso destra, la donna, con la stessa identica espressione sul volto, nella direzione opposta. La bagnante (The Bather) di Coney Island, enorme nel suo costume da bagno, riempie l’inquadratura con tutta la sua esuberanza. Le strade di New York sono riflesse nelle vetrine dei negozi in Reflections del 1938 mentre nella serie Running Legs del 1939, Lisette Model si abbassa al livello della strada per fissare il susseguirsi di gambe impegnate in una corsa frenetica nelle strade della città.

La sua fortuna coincide proprio con il trasferimento negli Stati Uniti, a New York, dove negli anni Quaranta le sue foto ottengono un grande successo e dove inizia l’importante collaborazione con la rivista Harper’s Bazaar e il suo direttore artistico, Alexey Brodovitch, per il quale realizzerà il servizio fotografico sulla spiaggia pubblica più frequentata di New York, Coney Island. A questo lavoro, uno dei più riusciti, appartiene forse la sua immagine più famosa in cui la vitalità, l’ironia, la gioia e la monumentalità sono racchiuse tutte nel corpo e nel viso di una donna, con i piedi piantati con eccezionale forza sulla sabbia lambita dalle acque dell’oceano.

Lisette Model è stata una donna dominata dall’amore per la fotografia; un amore che si è potuto esplicitare anche nell’insegnamento, un’attività che l’ha impegnata costantemente dal 1949 fino alla morte, avvenuta nel 1983. Docente appassionata, prima alla New School for Social Research di New York e poi in numerose altre università, ha avuto innumerevoli allievi che sono rimasti fortemente influenzati dal suo lavoro e dalla sua personalità.