Marco Vincenzi

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24 maggio 2011

Andrei Roiter

Filed under: arte,fotografia — Marco Vincenzi @ 11:58

Andrei Roiter è nato nel 1960 a Mosca, dove ha svolto i suoi studi presso l’Istituto di Architettura

Vive e lavora tra Amsterdam e New York

La sua produzione artistica consiste in oggetti, dipinti, disegni, ma in particolare a me interessano le fotografie

www.andreiroiter.com

17 maggio 2011

Mark Morrisroe

Filed under: arte,fotografia — Marco Vincenzi @ 16:02

Sono venuto a conoscenza di quest’autore girovagando sul web, dove ho scoperto che la sua è stata una vita molto breve, ma esuberante.

Mark Morrisroe nacque a Malden, nel Massachusetts, il 10 gennaio 1959 e morì per delle complicazioni dovute al virus HIV il 24 luglio 1989.

Artista di performance e fotografo, contribuì allo sviluppo della scena punk di Boston negli anni ’70 e al boom del mondo dell’arte della seconda metà degli anni ’80 a New York.

Nato da madre tossicodipendente, Morrisroe abbandonò casa per iniziare a spacciare all’età di 15 anni.

Sua madre era inquilina di Albert De Salvo, lo strangolatore di Boston, e Mark amava dire alla gente di essere il figlio illegittimo di questi.

All’età di 17 anni, uno dei suoi clienti gli sparò alla schiena, lasciandolo con un proiettile depositato accanto alla colonna vertebrale per il resto della sua vita.

Un’esperienza che lasciò un segno profondo visibile nelle sue fotografie dove sono ricorrenti le giovani prostitute e le radiografie del suo torace ferito.

Ha realizzato tantissimi autoritratti, intimi e crudi, che rivelano desideri e vulnerabilità.

Nelle sue immagini appaiono spesso anche gli amici e, soprattutto, gli amanti; una sorta di famiglia “allargata” e difforme dalla convenzione sociale.

Tecnicamente, Mark ha fotografato principalmente con materiale polaroid, ma è stato anche uno sperimentatore della manipolazione in camera oscura.

La sua carriera di fotografo iniziò quando gli regalarono una macchina fotografica Polaroid mod. 195 Land, con cui ha sperimentato tecniche insolite, che ricevettero un sostegno generoso di forniture, film, e sostanze chimiche dalla Polaroid Corporation.

Queste sue elaborazioni e sovrapposizioni in camera oscura hanno prodotto elaborati di qualità pittorica, che nel tempo Morrisroe ha imparato a gestire in modo sempre più controllato.

Quello che lo attraeva era  il valore intrinseco delle stampe come oggetti pittorici, a prescindere dal mezzo utilizzato per produrle, perché poteva manipolarne il colore, dipingerle e scriverci su.

Fotografie di paesaggi ma soprattutto ritratti degli amanti, degli amici, delle prostitute e delle persone che fecero visita nel suo appartamento, su cui, spesso, scarabocchiava.

Ha portato a termine i suoi studi artistici presso la scuola del Museum of Fine Arts di Boston, dove divenne amico con Nan Goldin, Philip-Lorca diCorcia, Davis Armstrong e Jack Pierson, ora collettivamente chiamati “The School of Boston”. Nan Goldin scrisse di lui: “Mark era un fuorilegge da ogni punto di vista, sessualmente, socialmente e artisticamente. (…)L’ho incontrato a scuola nel 1977; lasciò della merda nella mia cassetta postale come gesto d’ amicizia. Zoppicando selvaggiamente su e giù nella sua t-shirt strappata, facendosi chiamare Mark Dirt, egli era punk prima di iscriversi alla scuola di Boston. Sviluppò la sua specificità come fotografo in modo completamente distintivo per la visione artistica e gli elementi identificativi: le immagini dei suoi amanti, degli amici più stretti e degli oggetti del suo desiderio, per toccare la sua vita senza tempo, risonante di sessualità nostalgica, solitudine e perdita.”

È sepolto nella fattoria del suo ultimo ragazzo, Ramsey McPhillips, a McMinnville, nell’Oregon.

La sua fama è aumentata costantemente dalla morte e la sua opera è raccolta in molte importanti collezioni tra cui quella del Whitney e del MOCA di Los Angeles.

19 aprile 2011

Alexandra Demenkova

Filed under: fotografia — Marco Vincenzi @ 12:29

Alexandra Demenkova è nata a Kingisepp (Russia) nel 1980 e lavora come fotografa e giornalista a San Pietroburgo.

A suo parere, uno degli elementi base del fare arte è quello di potersi avvicinare alle cose e, in particolare, alle persone, agli esseri umani, e la fotografia deve essere usata come una forma di comunicazione e di comprensione.

Come fotografa, Alexandra dice di avere un’opportunità unica, quella di potersi approcciare alle persone di diversi livelli sociali, diversi stili di vita, diverse nazionalità e di trovarsi ogni volta in atmosfere sempre del tutto nuove che le permettono di  diventare parte integrante della loro vita. Ciò che le interessa di più è “Vedere come la gente vive, comunicare con loro, esplorando le loro abitudini di vita, le loro occupazioni quotidiane e le loro tradizioni attraverso la fotografia“.

www.lightstalkers.org/alexandra_demenkova

5 aprile 2011

Algis Griškevičius

Filed under: arte,fotografia — Marco Vincenzi @ 15:17

Algis Griškevičius è nato nel 1954 a Vilnius ed è un artista lituano che utilizza in modo interdisciplinare le sue competenze articianali. Pittura, illustrazione, scenografia e creazione di oggetti in legno e vetro, vengono usati per raffigurare il suo immaginario che poi viene tradotto in fotografie.

E’ un autore che, nel panorama artistico lituano, ma anche in quello internazionale, si distingue per la sua eccentricità e per la singolarità dell’approccio che utilizza.

http://www.algisg.lt

9 marzo 2011

Lu Yao

Filed under: arte,fotografia — Marco Vincenzi @ 12:07

Lu Yao nasce a Pechino (Cina) nel 1967, dove studia arte presso il Central Academy of Fine Arts.

 

Tra il 1998 e il 2000 approfondisce i suoi studi artistici in fotografia presso il Queensland College of Arts della Griffith University a Brisnane, in Australia.

Oggi, è tra gli artisti cinesi emergenti più interessanti e insegna presso il dipartimento di fotografia del Central Academy of Fine Arts di Pecino, la scuola dove realizzò i suoi primi studi artistici.

Nel 2008 ha vinto uno dei premi internazionali più prestigiosi: il BMW-Paris Photo per la fotografia contemporanea, con un lavoro artistico che consiste in immagini di paesaggio manipolate digitalmente; fotografie che assembla e rielabora al computer per ottenere immagini bucoliche di paesaggi montani, avvolti nella nebbia, ispirati da tradizionali dipinti cinesi.

23 febbraio 2011

Ruth van Beek

Filed under: arte,fotografia — Marco Vincenzi @ 11:24

Ruth van Beek raccoglie istantanee casuali, diapositive, album di famiglia e ritagli di immagini da vecchi libri e giornali.

Le immagini raccolte costituiscono un archivio dove vengono disposte con modalità in costante evoluzione.

Ruth van Beek considera le foto che raccoglie come degli oggetti. Le taglia e le assembla fino a farle risultare nuove immagini credibile di qualcosa che non è mai esistito.

La sua idea è quella di far emergere le contraddizioni che simboleggiano la trasformazione del mondo, da come ci appariva sui libri dei viaggi, sulle enciclopedie e sui giornali a come appaiono nella nuova rappresentazione del mondo che ci arriva attraverso il caos di internet.

www.ruthvanbeek.com

25 gennaio 2011

Paul Herbst

Filed under: fotografia — Marco Vincenzi @ 16:23

Nella ricognizione che sto effettuando per conoscere il luogo del mio prossimo viaggio, la Lituania, ho incontrato il lavoro di un fotografo contemporaneo piuttosto interessante.

Si tratta di Paul Herbst, nato a Vilnius nel 1981.

www.paulherbst.net

23 dicembre 2010

Dashiel ‘Dash’ Snow

Filed under: cultura della fotografia,fotografia — Marco Vincenzi @ 12:36

Si avvicina il Natale così ho pensato di proporvi un autore che avesse a che fare con ‘la neve’: Dashiel ’Dash’ Snow (27 luglio 1981 – 13 luglio 2009).

 

La sua arte era giovane, ribelle, veloce e in questo lavoro fotografico (Polaroids) si trova in linea con la forma artistica di fotografi come Nan Goldin, Larry Clark, Ryan McGinley e Richard Billingham, che spesso raffigurano scene di sesso, assunzione di droga, violenza con disarmante franchezza e onestà, offrendo la possibilità di conoscere lo stile di vita decadente associato ai giovani artisti di New York City e dei loro ambienti sociali.

 
 
 
 
 
 
 
 

6 dicembre 2010

Evan Baden

Filed under: fotografia — Marco Vincenzi @ 18:05

C’è chi, in fotografia, continua a riflettere sulla condizione giovanile e rileva come la tecnologia  abbia varcato anche le porte dell’intimità adolescenziale.

Evan Baden è tra questi.

Con la serie ”Technically intimate” egli riproduce immagini che è possibile trovare su Internet, dove ragazze giovanissime si ritraggono nella loro intimità, ostentando una forzata sessualità nelle pose in contrapposizione all’adolescenza appesa sulle pareti della loro cameretta.

Evan Baden è nato in Arabia Saudita nel 1985.

Ha frequentato il College of Visual Arts di S. Paul, in Minnesota, dove vive e lavora.

Nel 2007, si è laureato con un BFA in fotografia.

www.evanbaden.com

8 novembre 2010

Lewis Baltz

Filed under: cultura della fotografia,fotografia,storia della fotografia — Marco Vincenzi @ 12:20

Questa vecchia serie di fotografie, stampate ai sali d’argento in un piccolo formato (circa 14x22cm), dal titolo “The tract houses”, venne realizzata da Lewis Baltz nel 1971 ed esposta presso la Galleria newyorkese di Leo Castelli: 25 fotografie che mostrano il tratto delle case con un approccio tipicamente modernista.

Baltz è un fotografo americano nato nel 1945 a Newport, in California, che attualmente vive e lavora tra Parigi e Venezia. I suoi studi artistici prendono il via all’Istituto d’Arte e poi al Claremont Graduate School di San Francisco, tra la fine degli anni ‘60 e i primi anni ’70, e, dopo molti anni di attività e insegnamento, dal 2004 si sviluppano attraverso l’attività di professore presso l’Università degli Studi di Venezia, alla Facoltà di Architettura.

Accanto a Bernd e Hilla Becher, Stephen Shore e Henry Wessel, Baltz è uno dei più eminenti rappresentanti del movimento “Nuova Topografia”, che rientra nel percorso intrapreso dalla fotografia concettuale intorno alla metà degli anni ’70.

Nel 1975, infatti, Lewis Baltz è tra coloro che presero parte alla mostra “New topografie” alla George Eastman House.

Le foto del Baltz documentano perlopiù gli effetti collaterali della civiltà industriale sul paesaggio: le aree urbane desolate, l’abbandono dei siti industriali, ecc.

E continuano a riflettere un interesse verso le trasformazioni industriali, la ricerca tecnologica e il loro rapporto con l’ambiente.

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