Marco Vincenzi

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23 aprile 2012

Stefan Bladh

Filed under: fotografia — Marco Vincenzi @ 10:56

Stefan Bladh è un fotografo svedese che deve la sua notorietà ad un lavoro che ha realizzato vivendo in lunghi periodi per sette anni a diretto contatto con una famiglia di nomadi turchi. Il libro che lo raccoglie s’intitola ”The Family” ed è stato pubblicato nel 2010 da Nouvel  Publishing, con una prefazione di Anders Petersen

Un altro lavoro su cui si sta impegnando dal 2007 è “Stasis”, un percorso personale con cui attraversa un nuovo paesaggio europeo, la cui referenza interna-esterna è emozionale e non topografica.

Ma, il lavoro per il quale ho deciso di suggerirlo come autore è “Kaliningrad”, un’esplorazione visuale del mondo giovanile e adolescenziale nella Russia contemporanea.

www.stefanbladh.se

31 marzo 2012

Matt Wisniewski

Filed under: arte — Marco Vincenzi @ 20:05

Matt Wisniewski è un artista e web developer americano nato a Philadelphia nel 1990

Oggi vive tra Rochester e New York

La sua opera consiste in collage digitali, perlopiù immagini glamour, surreali e rarefatte, che ibridano ritratti fotografici, backgroung naturali e immagini astratte

Una miscela di verità e finzione molto elegante che crea nuove realtà alternative

http://mattw.us

14 marzo 2012

Larry Fink

Filed under: fotografia,storia della fotografia — Marco Vincenzi @ 19:02

Larry Fink è considerato uno dei più interessante interpreti della fotografia giornalistica d’oltreoceano; un fotografo che ha indagato visivamente la tipicità della società americana in continuità con la migliore tradizione fotografica.

Nato a New York nel 1941, venne a San Marino nel 1994, dove lo conobbi in occasione dell’International Photomeeting.

Nell’occasione scattai questa polaroid ritraendolo insieme alla fotografa francese  Florance Chevallier.

www.larryfinkphotography.com

3 febbraio 2012

Talia Chetrit

Filed under: fotografia — Marco Vincenzi @ 15:04

Talia Chetrit è un’artista e fotografa americana, nata a Washington nel 1982.

Il suo lavoro fotografico è realizzato in analogico attraverso un sapiente uso del mezzo che le permette di trascendere il significante tradizionale del soggetto e la sua cristallizzazione nella forma a favore dello scatto, della luce, dei colori e delle forme che si vengono a generare.

In un’intervista l’artista ha dichiarato “La fotografia è la registrazione di uno spazio ottico. I suoi elementi essenziali sono la luce e il tempo. Riduco i miei soggetti a questi elementi essenziali per investigare le proprietà intrinseche della fotografia. Alcuni dei miei soggetti sono creati attraverso l’atto del fotografare, altri sono metafore di luce e tempo”.

Normalmente espone negli Stati Uniti. In Europa, ha esposto in Germania e due volte anche in Italia, nel 2010 a Roma alla galleria 1/9 Arte contemporanea e nel 2011 a Milano nello spazio Kauffman Repetto.

30 gennaio 2012

Vivian Maier

Filed under: fotografia,storia della fotografia — Marco Vincenzi @ 13:18

Vivian Maier (1926-2009) è stata una fotografa sconosciuta fino al 2007, quando un giovane agente immobiliare, John Maloof, acquistò durante un’asta una scatola con dei negativi di medio formato, che dopo una lunga ricerca risultarono esserle attribuibili. Peccato che la scoperta arrivò dopo la sua morte, avvenuta nell’aprile del 2009, all’età di 83 anni.

Self Portrait, 1956

La Maier è stata una fotografa di strada molto talentuosa: grande occhio per i dettagli, per la luce e la composizione, un tempismo impeccabile, una capacità instancabile di camminare e una visione attenta all’umanità che popola le città. Tra il 1950 e gli anni ’90 ha scattato oltre 100 mila fotografie in tutto il mondo, con una particolare attenzione alla Francia, al Canada, alle città di New York e Chicago. Sono queste ultime località e le immagini degli anni ’50 ad avermi particolarmente catturato, anche per la forte assonanza con il lavoro di Lisette Model, che amo molto.

Ma non solo ritratti, perché l’umanità delle persone può passare anche attraverso uno sguardo ravvicinato che esclude il volto

oppure allargando il campo e introducendo una poetica e una sensibilità espressiva di grande intensità come nelle immagini che seguono

In quegli anni lavorava come bambinaia e care-giver quindi fotografava solo nel tempo libero, ma dalle immagini che oggi possiamo vedere risulta evidente la grande curiosità che esprimeva da fotografa, anche rispetto a sé, tant’è che tra le migliaia di fotografie ritrovate molte hanno a che fare con l’autoritratto.

 

3 gennaio 2012

Olivia Arthur

Filed under: fotografia — Marco Vincenzi @ 13:15

Olivia Arthur è una fotografa che dal 2008 lavora per l’agenzia Magnum.

Molto impegnata sul fronte dei diritti e delle discriminazioni verso le donne, in particolare ha posto il suo sguardo di fotografa sulla condizione culturale dei paesi asiatici e dell’est europa, sulla distanza esistente tra questa e quella occidentale, per ciò che riguarda il mondo femminile.

E’ nata a Londra e cresciuta in Gran Bretagna dove ha studiato matematica alla Oxford University e fotogiornalismo al London College of Priting. Nel 2003 si è traferita a Dehli per lavorare come fotografa free-lance e nel 2006 è stata invitata da Fabrica a lavorare in Italia, dove ha iniziato a realizzare “The middle distance”, una ricerca sulle giovani donne che vivono tra Europa ed Asia.

Sulla fotografia pensa che deve essere uno strumento per far conoscere alla gente il proprio punto di vista sul mondo, come risulta evidente anche dal suo recente lavoro: ”Saudi Arabia”.

www.oliviaarthur.com

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