Vivian Maier (1926-2009) è stata una fotografa sconosciuta fino al 2007, quando un giovane agente immobiliare, John Maloof, acquistò durante un’asta una scatola con dei negativi di medio formato, che dopo una lunga ricerca risultarono esserle attribuibili. Peccato che la scoperta arrivò dopo la sua morte, avvenuta nell’aprile del 2009, all’età di 83 anni.

Self Portrait, 1956
La Maier è stata una fotografa di strada molto talentuosa: grande occhio per i dettagli, per la luce e la composizione, un tempismo impeccabile, una capacità instancabile di camminare e una visione attenta all’umanità che popola le città. Tra il 1950 e gli anni ’90 ha scattato oltre 100 mila fotografie in tutto il mondo, con una particolare attenzione alla Francia, al Canada, alle città di New York e Chicago. Sono queste ultime località e le immagini degli anni ’50 ad avermi particolarmente catturato, anche per la forte assonanza con il lavoro di Lisette Model, che amo molto.






Ma non solo ritratti, perché l’umanità delle persone può passare anche attraverso uno sguardo ravvicinato che esclude il volto



oppure allargando il campo e introducendo una poetica e una sensibilità espressiva di grande intensità come nelle immagini che seguono






In quegli anni lavorava come bambinaia e care-giver quindi fotografava solo nel tempo libero, ma dalle immagini che oggi possiamo vedere risulta evidente la grande curiosità che esprimeva da fotografa, anche rispetto a sé, tant’è che tra le migliaia di fotografie ritrovate molte hanno a che fare con l’autoritratto.





