Ruth van Beek raccoglie istantanee casuali, diapositive, album di famiglia e ritagli di immagini da vecchi libri e giornali.
Le immagini raccolte costituiscono un archivio dove vengono disposte con modalità in costante evoluzione.
Ruth van Beek considera le foto che raccoglie come degli oggetti. Le taglia e le assembla fino a farle risultare nuove immagini credibile di qualcosa che non è mai esistito.
La sua idea è quella di far emergere le contraddizioni che simboleggiano la trasformazione del mondo, da come ci appariva sui libri dei viaggi, sulle enciclopedie e sui giornali a come appaiono nella nuova rappresentazione del mondo che ci arriva attraverso il caos di internet.









