Marco Vincenzi

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17 novembre 2010

Philippe Jusforgues

Filed under: arte — Marco Vincenzi @ 12:43

Philippe Jusforgues è nato a Monaco nel 1967, ma vive e lavora a Parigi.

Ama esplorare il “ritratto” attraverso l’uso di vari media, come la fotografia, il collage, il disegno.

Le sue opere coniugano la fotografia d’epoca all’arte contemporaneità usando la forma del surreale.

www.philippejusforgues.com

15 novembre 2010

Walker Evans

Filed under: storia della fotografia — Marco Vincenzi @ 20:57

Una serie di interessanti fotografie scattate da W. Evans a Cuba, nel 1933

8 novembre 2010

Lewis Baltz

Filed under: cultura della fotografia,fotografia,storia della fotografia — Marco Vincenzi @ 12:20

Questa vecchia serie di fotografie, stampate ai sali d’argento in un piccolo formato (circa 14x22cm), dal titolo “The tract houses”, venne realizzata da Lewis Baltz nel 1971 ed esposta presso la Galleria newyorkese di Leo Castelli: 25 fotografie che mostrano il tratto delle case con un approccio tipicamente modernista.

Baltz è un fotografo americano nato nel 1945 a Newport, in California, che attualmente vive e lavora tra Parigi e Venezia. I suoi studi artistici prendono il via all’Istituto d’Arte e poi al Claremont Graduate School di San Francisco, tra la fine degli anni ‘60 e i primi anni ’70, e, dopo molti anni di attività e insegnamento, dal 2004 si sviluppano attraverso l’attività di professore presso l’Università degli Studi di Venezia, alla Facoltà di Architettura.

Accanto a Bernd e Hilla Becher, Stephen Shore e Henry Wessel, Baltz è uno dei più eminenti rappresentanti del movimento “Nuova Topografia”, che rientra nel percorso intrapreso dalla fotografia concettuale intorno alla metà degli anni ’70.

Nel 1975, infatti, Lewis Baltz è tra coloro che presero parte alla mostra “New topografie” alla George Eastman House.

Le foto del Baltz documentano perlopiù gli effetti collaterali della civiltà industriale sul paesaggio: le aree urbane desolate, l’abbandono dei siti industriali, ecc.

E continuano a riflettere un interesse verso le trasformazioni industriali, la ricerca tecnologica e il loro rapporto con l’ambiente.

5 novembre 2010

Jocelyn Lee

Filed under: fotografia — Marco Vincenzi @ 14:24

Jocelyn Lee nasce in Italia, a Napoli, ma vive e lavora negli Stati Uniti dove ha conseguito la laurea in filosofia e arti visive presso la Yale University e la specializzazione in fotografia allo Hunter College.

Ho pensato di parlarne perché trovo che sia una fotografa molto curata e delicata nello sguardo, attenta alle piccole-grandi cose di cui è fatta l’umanità delle persone.

Le sue fotografie di ritratto rispondono ad una grande curiosità personale nei confronti della gente e sembrano interrogarsi sul significato e sul senso stesso del mondo.

Jocelyn pone sempre un’attenzione particolare verso le vulnerabilità umane e, con il ritratto soprattutto, cerca di evidenziare le cose che, quando siamo soli, o nei momenti di inattività e di riflessione, vengono alla nostra mente: l’idea d’invecchiare, la malattia, il sesso, il decadimento del corpo e gli stati di transizione, la ricerca dell’identità.

Ricerca la bellezza fisica (e psicologica) in cose che vengono spesso trascurate, come il corpo nudo di una donna di mezz’età che trovandosi sola in una stanza d’albergo, spera di poter trascorrere qualche momento d’intimità con un partner

oppure la qualità della luce che illumina la pelle di una persona seduta sul proprio letto, prima di affrontare una nuova giornata.

Momenti semplici e privati, che spesso sfuggono ai nostri ragionamenti sulla vita.

In altre fotografie, cerca di esplorare la sensualità straordinaria del nostro mondo materiale. Un vero omaggio alla natura delle cose.

Queste immagini di bambini, invece, descrivono i momenti che ostacolano l’innocenza e la semplicità, che sono le aspettative convenzionalmente riconosciute dell’infanzia. Si tratta di immagini che pongono l’attenzione sul gioco dei bambini e sul significato simbolico che esso esprime.

La coscienza non del tutto sviluppata dei bambini è un terreno fertile per esplorare una vasta gamma di impulsi umani: dal desiderio di amare, agli imperativi più oscuri del controllo o della rabbia.

Queste ultime fotografie di madri giovani sono datate a partire dal 1990.

Il suo interesse è quello di esplorare come queste ragazze negozino, attraverso l’adolescenza, il loro modo di sviluppare un’identità nella regolazione della responsabilità materna.

Gravidanza e maternità, soprattutto in età giovanile, sono piene di contraddizioni: c’è un ottimismo bambinesco nell’affrontare le responsabilità degli adulti; c’è grande amore; c’è rabbia sfrenata e un silenzioso assenso.

www.jocelynlee,com

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