Marco Vincenzi

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25 settembre 2010

Aaron McElroy

Filed under: fotografia — Marco Vincenzi @ 08:38

Aaron McElroy è un artista americano nato nel 1978, che vive e lavora a New York City.

Queste prime immagini sono tratte dalla serie “Doll-Drums”

Nel suo lavoro esiste sempre una linea sottile che separa l’idea di una realtà “documentata” dal senso di irrealtà.

E’ come se, con un minimo spostamento, McElroy ribaltasse lo sguardo e la visione, senza dichiararlo esplicitamente.

Queste altre immagini, sono scene casuali che costituiscono la serie denominata ”Traces”, dove continua ad essere evidente la sua idea della realtà, che diventa lo strumento attraverso cui puntualizzare l’esistenza di una dimensione altra, lontana, ma che al tempo stesso ne è anche l’essenza.

http://aaron-mcelroy.com

21 settembre 2010

Anaïs Boudot

Filed under: fotografia — Marco Vincenzi @ 15:44

Anaïs Boudot, fotografa nata in Francia nel 1984, vive e lavora tra Arles, Metz e Parigi.

Queste immagini sono tratte dal libro “Mask” realizzato nel 2009 dove l’autrice mette insieme autoritratti in maschera e paesaggi nevosi di Helsinki. Fotografie attraverso cui intende aprire una riflessione sulla distanza esistente tra mondo e individuo.

http://anais.boudot.free.fr

18 settembre 2010

Fotografia? No, pittura.

Filed under: arte — Marco Vincenzi @ 12:31

Anne Karin Furunes, artista norvegese.

13 settembre 2010

Paul Kranzler

Filed under: fotografia — Marco Vincenzi @ 16:16

Paul Kranzler è un fotografo nato in Austria nel 1979. Diplomato alla University for Arts & Industrial Design Linz ha lavorato a Londra dal 2003 al 2007, a Los Angeles dal 2008 al 2009 ed ora a New York (2010), ma la sua base resta in Austria.        

Viene conosciuto per delle fotografie realizzate nelle campagne dell’alta Austria ai giovani di quei luoghi, che mette “in posa”, poi (tra il 2007 e il 2008) ne fotografa altri in Inghilterra e negli USA dove, a suo parere, vivono gruppi di giovani molto simili a quelli austriaci.

Continuando con l’idea della posa e fotografando ogni giovane in uno spazio appropriato a se stesso, pone l’attenzione sulle “nuove generazioni” che ritiene essere “gli eredi della terra” quindi persone degne della massima attenzione.

Tra i suoi libri, LAND OF MILK AND HONEY è il frutto del lavoro fotografico realizzato entrando nella vita di Toni e Aloisio, due alcolisti che stanno invecchiando e spendono le loro ore di veglia bevendo e guardando la TV.

I due hanno creato un ambiente dove le cose vengono mantenute a distanza delle loro braccia, per risparmiare sugli spostamenti. Il risultato che si viene a creare è una linea ben visibile tra spazzatura e spazio vitale, dove dormire e mangiare. Ad un certo punto però, Toni crolla e viene ricoverato in ospedale. La stanza verrà ripulita e svuotata mentre Toni si ritroverà a vivere quella che sembra essere una sana esistenza in una casa d’accoglienza.

Sono prevalentemente fotografie bianco e nero, scattate in 35 mm, con una scala di grigi gessati che soddisfa l’immagine dello squallore e di claustrofobia propria dell’ambiente. Quando la luce del sole scompare, la scelta di Kranzler si orienta verso l’uso del flash in modo da non lasciare i dettagli nell’ombra. Occasionalmente, Kranzler usa anche il colore, che è decisamente più veritiero, a testimonianza dell’onestà di questo libro. “Terra di latte e miele” è stato pubblicato nel 2005 da Fotohof edizione, in collaborazione con Lentos Museo di Arte Moderna della città di Linz.

Paul Kranzler / Humboldtstrasse 15 - 4020 Linz - Austria / +43.650.4010005 / www.paulkranzler.com

6 settembre 2010

Alexey Titarenko

Filed under: cultura della fotografia,fotografia — Marco Vincenzi @ 10:28

Come trasporre visivamente le suggestive atmosfere, tipiche del malumore del mondo, che Dostoyevsky aveva ben raccontato nelle sue storie e Shostakovic rappresentato in musica?

 Alexey Titarenko, nato a San Pietroburgo nel 1962, ci riesce con alcune serie fotografiche frutto di una ricerca e un’attività creativa che si realizza perlopiù nella sua San Pietroburgo, ma che non ha legami con la propaganda ufficiale sovietica di quegl’anni e che trova la possibilità di un confronto pubblico soltanto con la perestrojka, nel 1989, quando verrà esposta al Ligovka 99, uno spazio di fotografi indipendenti.

Titarenko inizia a fotografare nei primi anni ’70, nel 1978 entra a far parte del club fotografico Leningrado e nel 1983 si diploma presso il Dipartimento di Cinematografia e Fotografia dell’Istituto di Cultura di Leningrado.  Il suo lavoro ha già ottenuto numerosi riconoscimenti e premi da istituzioni come il Musée de l’Elysee di Losanna e il Soros Center for Contemporary Art di San Pietroburgo. Ha partecipato a molti festival internazionali, biennali e progetti ed è stato esposto in più di 30 mostre personali, tra Europa e Stati Uniti.

Le principali serie prodotte dipingono un quadro amaro della Russia (vista attraverso la lente di San Pietroburgo), dove le persone vivono in un mondo fatto di speranze ad esigibilità differita e dove il tempo sembra essersi fermato. Di questo suo lavoro sono anche state pubblicate due monografie: “City of Shadows: Alexey Titarenko” a cura di Irina Tchmyreva (2001) e “Alexey Titarenko, fotografie” a cura di Gabriel Bauret (2003).

Le sue fotografie nascono da lunghe esposizioni e da un approccio documentaristico con il quale l’autore va alla ricerca della città, che spesso ritrae invasa da una massa di persone in movimento. Un documento del momento di cambiamento che la Russia ha attraversato in quegl’anni, dove la gente è ancora massa, perlopiù sfocata, come tante anime impalpabili e veloci che circondano ed attraversano chi le osserva. Questa sua poetica si materializza attraverso un uso complesso quanto sapiente di varie tecniche fotografiche. Le sue stampe fotografiche presentano un’ampia scala di toni grigi che in certi casi egli sfuma in sottili campiture centrali finemente trattate con un viraggio parziale; il formato spesso è quadrato, ottenuto con una reflex 6×6, ma l’attenzione principale viene rivolta dall’autore sul tempo di posa.

Alexey Titarenko è rappresentato esclusivamente da Nailya Alexander Gallery / 41 East 57th street, 10022, New York, NY, USA / Telefono: + 1. 212. 315. 2211

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