Che dire…forse mancano le didascalie. Cosa vuole dire l’autore? Non mi pare che sia nulla di nuovo in quelle foto. Belle? Che significa? Tecnicamente non me ne intendo. Sono belle nel senso che sono ben scattate? Si certo. Ma la cosa non mi suscita interesse e stupore. I bambini non ridono, nessuna serenità e gioia, alcuni nascondono il viso, in ogni caso, sono lì ad uso e consumo dell’adulto che li sta fotografando. Sono bambini tristi, come dice cristella. Ma sulla tristezza, sull’infanzia triste, trascurata, violentata, etc., c’è di tutto di più. Voglio dire: lo sappiamo! Se l’arte è un medium, di quali significati degni di interesse – non retorico – si rende portavoce il fotografo che fotografa l’infanzia? In particolare quel fotografo con quelle fotografie…Tu cosa ne pensi?
Questa galleria di ritratti infantili al contrario della precedente mi dà l’impressione di una testimonianza reale (sempre che non ci sia dietro una manipolazione) di un aspetto dell’infanzia: la tristezza, la solitudine, espressa anche grazie ai colori pastello sbiaditi e fumosi o acidi.
Anche la solitudine e la tristezza appartengono al mondo dell’infanzia.
Lavori interessanti, molto, ben colti gli attimi e l’essenze della vita di questi piccoli sopravvissuti.
Se ti interessa fra i miei amici di Fb c’è Paolo Caporossi che ha fatto a Bombay un servizio sui bambini x Famiglia Cristiana.
Ciao
Molto belle, anche perchè i soggetti sono in una particolare età, che il fotografo ha ben espresso.
Commento by stefano — 27 settembre 2009 @ 09:40
anche se belle, tutte mi mettono tristezza
Commento by Cristella — 28 settembre 2009 @ 23:03
Che dire…forse mancano le didascalie. Cosa vuole dire l’autore? Non mi pare che sia nulla di nuovo in quelle foto. Belle? Che significa? Tecnicamente non me ne intendo. Sono belle nel senso che sono ben scattate? Si certo. Ma la cosa non mi suscita interesse e stupore. I bambini non ridono, nessuna serenità e gioia, alcuni nascondono il viso, in ogni caso, sono lì ad uso e consumo dell’adulto che li sta fotografando. Sono bambini tristi, come dice cristella. Ma sulla tristezza, sull’infanzia triste, trascurata, violentata, etc., c’è di tutto di più. Voglio dire: lo sappiamo! Se l’arte è un medium, di quali significati degni di interesse – non retorico – si rende portavoce il fotografo che fotografa l’infanzia? In particolare quel fotografo con quelle fotografie…Tu cosa ne pensi?
Commento by Angela — 30 settembre 2009 @ 20:55
Questa galleria di ritratti infantili al contrario della precedente mi dà l’impressione di una testimonianza reale (sempre che non ci sia dietro una manipolazione) di un aspetto dell’infanzia: la tristezza, la solitudine, espressa anche grazie ai colori pastello sbiaditi e fumosi o acidi.
Anche la solitudine e la tristezza appartengono al mondo dell’infanzia.
Commento by Manuela — 30 settembre 2009 @ 22:37
Lavori interessanti, molto, ben colti gli attimi e l’essenze della vita di questi piccoli sopravvissuti.
Se ti interessa fra i miei amici di Fb c’è Paolo Caporossi che ha fatto a Bombay un servizio sui bambini x Famiglia Cristiana.
Ciao
Commento by jayne — 20 novembre 2009 @ 16:05