Marco Vincenzi

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3 gennaio 2012

Olivia Arthur

Filed under: fotografia — Marco Vincenzi @ 13:15

Olivia Arthur è una fotografa che dal 2008 lavora per l’agenzia Magnum.

Molto impegnata sul fronte dei diritti e delle discriminazioni verso le donne, in particolare ha posto il suo sguardo di fotografa sulla condizione culturale dei paesi asiatici e dell’est europa, sulla distanza esistente tra questa e quella occidentale, per ciò che riguarda il mondo femminile.

E’ nata a Londra e cresciuta in Gran Bretagna dove ha studiato matematica alla Oxford University e fotogiornalismo al London College of Priting. Nel 2003 si è traferita a Dehli per lavorare come fotografa free-lance e nel 2006 è stata invitata da Fabrica a lavorare in Italia, dove ha iniziato a realizzare “The middle distance”, una ricerca sulle giovani donne che vivono tra Europa ed Asia.

Sulla fotografia pensa che deve essere uno strumento per far conoscere alla gente il proprio punto di vista sul mondo, come risulta evidente anche dal suo recente lavoro: ”Saudi Arabia”.

www.oliviaarthur.com

29 dicembre 2011

Asger Carlsen

Filed under: fotografia — Marco Vincenzi @ 10:48

Asger Carlsen è un fotografo danese che vive e lavora a New York

La prerogativa del suo lavoro artistico è mostrare una prospettiva improbabile facendo in modo che il fruitore possa osservarla come probabili, normalizzando così la percezione di una realtà creativamente alterata 

Un lavoro che l’autore sa abilmente spingere fino alle estreme conseguenze, coinvolgendo emotivamente l’osservatore in questo processo di trasformazione

Fino a farlo diventare un prodotto fruibile anche sulle riviste di moda

www.asgercarlsen.com

9 dicembre 2011

Elad Lassry

Filed under: arte,fotografia — Marco Vincenzi @ 12:27

Elad Lassry è un artista iscraeliano di trentacinque anni, che nel suo lavoro usa, anzi, “consuma” immagini generiche prese da film o da riviste.

La sua idea progettuale consiste nel riflettere sulla cultura visuale, sulla storia e sui fantasmi che persistono nelle immagini, in un tempo che le vede fuori dai loro contesti originari.

3 dicembre 2011

Alnis Stakle

Filed under: fotografia — Marco Vincenzi @ 19:20

Alnis Stakle è un giovane fotografo lettone.

dalla serie: Horizons, 2010

dalla serie: Nature morte, 2010

http://www.alnisstakle.com

8 settembre 2011

Michael Wolf

Filed under: arte,fotografia — Marco Vincenzi @ 14:49

Michael Wolf è nato a Monaco di Baviera, in Germania.

Cresciuto negli Stati Uniti d’America, ha studiato arte presso la UC Berkeley e presso l’Università di Essen in Germania.

Attento analista della cultura cinese, sviluppa la sua ricerca artistica, di taglio documentarista, con l’idea che per conoscere e comprendere il mondo sia necessario fare delle scelte chiare, che riguardano innanzitutto la teoria e il metodo.

Il suo approccio è inequivocabilmente costruttivista e molto personale.

Le sue immagini sono particolarmente interessanti perché capaci di porre interrogativi sulle realtà che osserva in modo molto “creativo”. 

www.photomichaelwolf.com

7 agosto 2011

Jacopo Benassi

Filed under: fotografia — Marco Vincenzi @ 18:41

Jacopo Benassi è nato a La Spezia nel 1970 e si definisce  ”fotografo alla frutta che ama la fotografia di facebook

Trovo la sua fotografia intelligente, stimolante e provocatoria. Il suo sguardo è rivolto ad un ”mondo vicino”, ma coglie elementi che parlano universalmente del contemporaneo nel senso più ampio e, come si direbbe su FB, ”mi piace”

www.talkinass.tumblr.com

13 luglio 2011

Tierney Gearon

Filed under: fotografia — Marco Vincenzi @ 09:48

Fotografa americana nata ad Atlanta, in Georgia, nel 1963, ma venuta alla ribalta in Inghilterra, nel 2001, con un’esposizione alla Saatchi Gallery che ha suscitato un forte interesse pubblico per la polemica nata sui media intorno al suo lavoro “I am a camera” che vedeva tra i soggetti ritratti anche i suoi figli.

Nel 2006 esce con una nuova serie di immagini autobiografiche dal titolo “The mother project”.

Un lavoro più recente (2008-2009), intitolato “Explosure”, anche in questo caso profondamente personale ed autobiografico, perché per la Gearon la fotografia è “un modo per elaborare i problemi“, utilizza la forma delle doppie esposizioni per costruire scene sorprendenti e a volte surreali, molto differenti rispetto alle fotografie precedenti. Un lavoro che produce una visione multidimensionale, quasi caleidoscopica. 

www.tierneygearon.com

25 giugno 2011

Dana Lixenberg

Filed under: fotografia — Marco Vincenzi @ 12:49

Nata nel 1964, vive e lavora tra NY e Amsterdam.

E’ interessata alla gente, in particolare quella che vive in comunità ‘ai lati’ della società.

BECKY,KYLE & JIM PETERSON

LUKE WALCOTT

NIKKI

A BRITISH WEDDING

A BRITISH WEDDING

A BRITISH WEDDING

24 maggio 2011

Andrei Roiter

Filed under: arte,fotografia — Marco Vincenzi @ 11:58

Andrei Roiter è nato nel 1960 a Mosca, dove ha svolto i suoi studi presso l’Istituto di Architettura

Vive e lavora tra Amsterdam e New York

La sua produzione artistica consiste in oggetti, dipinti, disegni, ma in particolare a me interessano le fotografie

www.andreiroiter.com

17 maggio 2011

Mark Morrisroe

Filed under: arte,fotografia — Marco Vincenzi @ 16:02

Sono venuto a conoscenza di quest’autore girovagando sul web, dove ho scoperto che la sua è stata una vita molto breve, ma esuberante.

Mark Morrisroe nacque a Malden, nel Massachusetts, il 10 gennaio 1959 e morì per delle complicazioni dovute al virus HIV il 24 luglio 1989.

Artista di performance e fotografo, contribuì allo sviluppo della scena punk di Boston negli anni ’70 e al boom del mondo dell’arte della seconda metà degli anni ’80 a New York.

Nato da madre tossicodipendente, Morrisroe abbandonò casa per iniziare a spacciare all’età di 15 anni.

Sua madre era inquilina di Albert De Salvo, lo strangolatore di Boston, e Mark amava dire alla gente di essere il figlio illegittimo di questi.

All’età di 17 anni, uno dei suoi clienti gli sparò alla schiena, lasciandolo con un proiettile depositato accanto alla colonna vertebrale per il resto della sua vita.

Un’esperienza che lasciò un segno profondo visibile nelle sue fotografie dove sono ricorrenti le giovani prostitute e le radiografie del suo torace ferito.

Ha realizzato tantissimi autoritratti, intimi e crudi, che rivelano desideri e vulnerabilità.

Nelle sue immagini appaiono spesso anche gli amici e, soprattutto, gli amanti; una sorta di famiglia “allargata” e difforme dalla convenzione sociale.

Tecnicamente, Mark ha fotografato principalmente con materiale polaroid, ma è stato anche uno sperimentatore della manipolazione in camera oscura.

La sua carriera di fotografo iniziò quando gli regalarono una macchina fotografica Polaroid mod. 195 Land, con cui ha sperimentato tecniche insolite, che ricevettero un sostegno generoso di forniture, film, e sostanze chimiche dalla Polaroid Corporation.

Queste sue elaborazioni e sovrapposizioni in camera oscura hanno prodotto elaborati di qualità pittorica, che nel tempo Morrisroe ha imparato a gestire in modo sempre più controllato.

Quello che lo attraeva era  il valore intrinseco delle stampe come oggetti pittorici, a prescindere dal mezzo utilizzato per produrle, perché poteva manipolarne il colore, dipingerle e scriverci su.

Fotografie di paesaggi ma soprattutto ritratti degli amanti, degli amici, delle prostitute e delle persone che fecero visita nel suo appartamento, su cui, spesso, scarabocchiava.

Ha portato a termine i suoi studi artistici presso la scuola del Museum of Fine Arts di Boston, dove divenne amico con Nan Goldin, Philip-Lorca diCorcia, Davis Armstrong e Jack Pierson, ora collettivamente chiamati “The School of Boston”. Nan Goldin scrisse di lui: “Mark era un fuorilegge da ogni punto di vista, sessualmente, socialmente e artisticamente. (…)L’ho incontrato a scuola nel 1977; lasciò della merda nella mia cassetta postale come gesto d’ amicizia. Zoppicando selvaggiamente su e giù nella sua t-shirt strappata, facendosi chiamare Mark Dirt, egli era punk prima di iscriversi alla scuola di Boston. Sviluppò la sua specificità come fotografo in modo completamente distintivo per la visione artistica e gli elementi identificativi: le immagini dei suoi amanti, degli amici più stretti e degli oggetti del suo desiderio, per toccare la sua vita senza tempo, risonante di sessualità nostalgica, solitudine e perdita.”

È sepolto nella fattoria del suo ultimo ragazzo, Ramsey McPhillips, a McMinnville, nell’Oregon.

La sua fama è aumentata costantemente dalla morte e la sua opera è raccolta in molte importanti collezioni tra cui quella del Whitney e del MOCA di Los Angeles.

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